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mercoledì 19 novembre 2008

Le spine senza le rose

Nella bottega della gioia ci sta un prestigiatore. Basso che fa anche un po' il buffone, e ride e ride e ride. Il prestigiatore della gioia sorride e ti fa un trucco. E dove non c'era niente appare una rosa, e tu il trucco non lo vedi ma ci credi. Ché la rosa è senza spine, e il trucco - dici - è tutto lì.
Ora io mi chiedo, e chiedo a te, ma le spine dove stanno?
Già.
La rosa senza spine e le spine senza rose.
Mah.
Mi prende la perplessità. Insomma, voglio dire: bisogna controllare, tante volte uno sulle spine ci cascasse. Sai che male? Alla fine mi son messo a cercare, ché dal dubbio non dormivo. Finché una sera, furtivo, aggiro il prestigiatore e quatto quatto nel retro m'infilo.
Stupore!
Delle spine non c'è traccia.
Ohibò, penso, e Alla faccia!
questo è proprio uno stregone,
altro che prestigiatore!
Così però mi prende il timore che lo stregone m'abbia visto coi poteri, gli occhi dietro la testa o quelli di un topo amico tra le pieghe del tendone. Vabbe', mi dico, tanto fuori fanno festa e il danno è fatto: tanto vale pedalare, continuare a rischiare, indagare, spiare e magari riuscire a copiare 'sta magia della rosa senza spine.
È tutto un caos di pozioni e flaconi, fusti e bidoni, casse e cassoni. Ma spine niente. Non una in terra, dietro un fiasco, su di un alambicco, nel pestello. Né però trovo le rose. Magari un petaluzzo, una fogliolina, stami, pollini o boccioli. Niente.
Ma allora ditelo no? è un prodigio! non c'è trucco e non c'è inganno! Signore e signori, lui dal nulla crea le rose senza spine! Due dosi d'ingredienti et voilà, una rosa apparirà.
Ma che usa che usa che userà mai questo stregone? E mi metto lì a rovistare tra i volumi, ci saranno pagine di incantesimi, ricette di magia, apritisesami e abracadabre. Trovo elisir di gioia e fiaschette di godimento, mantelli dello splendore e stoffa delle tasche piene, c'è il minimarket delle meraviglie - per chi se le può permettere, beninteso.
Ma io voglio gl'ingredienti!
Eccola lì, la cassa di ferro vellultato con scritto INGREDIENTI spalancata davanti ai miei occhi mentre lui è fuori a fare i suoi prodigi e intascar quattrini. Piena di barattoli, con le componenti base della magia davanti a me. Li tiro fuori uno dopo l'altro, incredulo, sempre più stupito.
Ecco, il primo, un fluido rosso vivo. L'etichetta dice:
dolore di coppia separata dal lavoro inseguito
E poi nel secondo, a grana fine, polvere di contratto, biancastra e fragile.
Il terzo è grosso e pesante, sembra petrolio ma vibra come un fischietto. Leggo:
distillato di paura nel buio urbano desolato
Col cuore in gola continuo, un barattolo che ronza e fischia e trema sembra vuoto, l'apro. È eco di grida domestiche. Ho i brividi al cuore.
Ci sono fumi di speranze infrante. Nella scatola di legno trovo cuore di mamma, a pezzettini. Ecco brandelli del morto bianco. Stillicidio del degente. Succo di cervello in cattività. Raccolti su uno schermo trovo gli occhi di bambina incantata. E questa lunga striscia, che non capisco che sia... sessanta centimetri di vita.
Ceneri d'accampamento.
Ultima esalazione di pensionato strozzato.
Vapori di risparmi.
Essenza di affetti stroncati.

Eccoli gli ingredienti della gioia dello stregone.
Quante spine per un trucco da prestigiatore.

mercoledì 29 ottobre 2008

THE CLASS

Ve l'avevamo promesso, ed eccolo.

THE CLASS

(vi diciamo solo: buona visione)



Questi i volti, i linguaggi e le emozioni da quel posto miracoloso dove l'istruzione si accompagna agli affetti...

...da quel convulso segmento di vita che ha segnato la crescita di tutte e tutti noi...

...da quell'agolo di spazio sociale che ancora si regge in piedi nonostante tutto.

Pubblica e libera, la scuola superiore si sforza ogni giorno di ritrovare il suo senso in un mondo che non dà tempo alla riflessione...

...mentre il compito di dare a chi la frequenta gli strumenti per leggere il mondo è affidato a pochi volenterosi il cui futuro è reso sempre più incerto, in un panorama a tinte fosche.

La scuola va avanti, si rimette in cammino dopo ogni mazzata, sempre più malconcia, sempre più stanca.

Non assistiamo immobili alla sua polverizzazione.
Partecipiamo al suo presente.
Diamo forma al suo futuro.

ideazione e soggetto
Network Giovani Pisa

riprese e montaggio
Olga Brucciani

musiche
Kalt#2 - Klrezroym
Sinnerman - Nina Simone
si ringraziano gli studenti
che si sono lasciati intervistare

questo video è copyleft
ne autorizziamo la riproduzione
dovunque e comunque
purché senza fini di lucro
né volontà di distorcerne il significato

lunedì 13 ottobre 2008

Chi siamo?

Rispondere alla domanda "chi siamo?" non è facile. Niente di ultraterreno: è solo che a darci una collocazione politica "di sinistra" otteniamo sempre, come risposta, una richiesta di maggiore precisione.
Meglio allora lasciare che siate voi a farvi un'idea di chi siamo se vi raccontiamo cosa facciamo e come lo facciamo.
Il nostro network sta crescendo principalmente come laboratorio. Come in un laboratorio facciamo analisi politiche e sperimentiamo pratiche. Come in un laboratorio, che cerca rigore nel metodo e confronto con gli esperimenti altrui, ci interroghiamo sempre sul nostro modo di fare (politica) partendo dal confronto con gli approcci (politici) dei soggetti a noi più vicini o affini, in quell'area "generica" che si può designare come "sinistra".
Sperimentare e confrontarsi ha significato e significa mettere da parte numerose pregiudiziali (di tessera, di otodossia, di partito). Ciò non è né facile né immediatamente chiaro, neppure per noi stess_. Ciò ci rende un soggetto fluido e amorfo con il quale - ce ne rendiamo conto - non è facile né scontato cooperare. In una fase storica che ha messo a nudo le debolezze della tradizione marxista nella sua espressione istituzionale, abbiamo scelto di mettere in secondo piano il dibattito interno e intestino per ridare fiato e senso ad una pratica politica che si scontra con un senso comune diffusamente impolitico quando non chiaramente di destra e antisociale. L'ambizione di massima è quella di rigenerare il sociale, di riorientarlo, di ripoliticizzarlo. L'autoformazione, l'inchiesta, il tentare nuove forme di comunicazione, la presa d'atto della nostra parzialità generazionale sono gli strumenti che stiamo cercando di (ri)darci per sfidare lo sfacelo. Senza nessuna garanzia né certezza, ma con il dubbio ostinato e la speranza incrollabile che l'inquietudine suscitata in noi dalla vista dell'oggi e dalla prospettiva lugubre del domani possa tradursi in una partecipazione sensata a questo oggi per cambiare le regole che danno forma al domani.
Lungi dalla vittoria, intanto lottiamo.



{ci riuniamo tutti i mercoledì alle 21,15 in via Battichiodi 6 c/o il circolo PisaCentro del PRC}
►info: networkgiovanipisa [@] gmail [punto] com